Resti fossili trovati a Igea durante le escavazioni di luglio nel sito di Las Cerradas, in La Rioja, stanno dando forma all’immagine di un dinosauro erbivoro di grande taglia che potrebbe appartenere a una specie ancora non descritta dalla scienza. Secondo l’equipe paleontologica, la quantità e la qualità delle parti recuperate permettono di ricostruire con maggiore precisione l’aspetto e la biologia di questo animale che abitò la zona circa 120 milioni di anni fa.
Le campagne a Las Cerradas si inseriscono in un programma continuato di ricerca a Igea, località che negli ultimi anni si è consolidata come uno dei punti chiave del registro fossile di dinosauri in penisola iberica. Questi resti fossili trovati a Igea si sommano ad altri ritrovamenti rilevanti nella regione e rafforzano l’ipotesi che l’antico ecosistema riojano abbia ospitato una grande diversità di specie durante il Cretaceo inferiore.
Un erbivoro gigante e una specie ancora non descritta
Gli studiosi descrivono il nuovo esemplare come un dinosauro erbivoro di grande taglia, probabilmente di diversi metri di lunghezza, che conviveva con altri grandi vertebrati in un ambiente di fiumi, laghi e pianure alluvionali. Sebbene lo studio dettagliato sia in corso, la combinazione di ossa recuperate fa pensare che questi resti fossili trovati a Igea potrebbero rappresentare una specie nuova per la scienza, diversa da quelle già riconosciute nella regione.
L’analisi dei fossili include lo studio di vertebre, elementi delle estremità e parti della cadera, il che permetterà di stimare la postura, il modo di locomozione e il taglia approssimativo dell’animale. Se si confermasse che questi resti fossili trovati a Igea appartengono a una specie non descritta, il ritrovamento avrebbe un impatto internazionale e consoliderebbe ulteriormente il prestigio scientifico di La Rioja in paleontologia di dinosauri.
Igea, riferimento in scoperte di dinosauri
La zona di Igea già aveva guadagnato rilevanza mondiale con il ritrovamento di Riojavenatrix lacustris, un grande dinosauro carnivoro della famiglia degli spinosauroidi, descritto recentemente come nuova specie e genere unico. Questo predatore bipede, di circa 7-8 metri di lunghezza e circa 1.500 chili di peso, visse anche circa 120 milioni di anni fa e si nutriva principalmente di pesci, secondo gli studi condotti in siti vicini.
Che in questo stesso contesto emergano ora nuovi resti fossili trovati a Igea di un erbivoro gigante suggerisce che l’ecosistema dell’epoca era complesso, con catene trofiche ben strutturate e presenza simultanea di grandi carnivori e grandi consumatori di piante. Questo contesto converte Igea e Las Cerradas in un laboratorio naturale per comprendere l’evoluzione e la convivenza di diversi gruppi di dinosauri.
Lavoro di campo, tecnologia e proiezione scientifica
Le escavazioni di questo mese combinano tecniche tradizionali di campo con strumenti tecnologici moderni, come modellazione 3D delle ossa e analisi digitali che facilitano la ricostruzione dello scheletro a partire dai resti fossili trovati a Igea. Questi avanzamenti permettono che i dati si integrino in basi scientifiche internazionali e che specialisti di altri paesi possano confrontare i materiali con collezioni di dinosauri di America, Europa e Asia.
Inoltre del valore scientifico, il progetto ha una dimensione divulgativa e turistica per La Rioja, dove già si espongono repliche a grandezza naturale di alcuni dinosauri scoperti nella zona. Il possibile annuncio ufficiale di una nuova specie basata su questi resti fossili trovati a Igea rafforzerebbe l’offerta di itinerari paleontologici e musei locali, e aprirebbe nuove opportunità di collaborazione accademica con istituzioni di America Latina, compresi team specializzati della Repubblica Dominicana interessati all’indagine di ecosistemi antichi.
Cosa verrà per i resti fossili trovati a Igea
Il prossimo passo sarà la preparazione dettagliata dei fossili in laboratorio, la loro descrizione formale in riviste scientifiche e la proposta di nome per la possibile nuova specie. Fino a quando il processo non sarà completato, gli studiosi mantengono la prudenza, ma concordano nel fatto che questi resti fossili trovati a Igea rappresentano una chiave fondamentale per comprendere meglio la storia dei dinosauri in La Rioja e il ruolo della regione nel mappa mondiale della paleontologia.
