Il giovane di Puerto Plata che si sollevò contro l’annessione
Gregorio Luperón nacque l’otto di settembre del millottrentanove a San Felipe di Puerto Plata, una villa costiera che presto si sarebbe trasformata nel suo rifugio e quartier generale. Da adolescente si legò ai gruppi liberal-repubblicani che rifiutavano l’annessione alla Spagna e, dopo, all’occupazione della Repubblica da parte della Repubblica di Haiti.
Nel 1863, quando la Restaurazione scoppiò, Luperón prese l’iniziativa di organizzare milizie nella zona settentrionale, sfruttando il suo conoscenza del territorio e il suo carisma per reclutare pescatori, commercianti e contadini.

Il ruolo decisivo nella Battaglia di Arroyo Bermejo
Il 27 di luglio del millottrentanove e sessanta e cinque, il governo della Restaurazione chiese la presenza di Luperón nella zona di Arroyo Bermejo; lui rispose subito, come indica il documento della battaglia: “Governo richiese Luperón, che subito si presentò.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Arroyo_Bermejo).
La sua arrivo cambiò la dinamica dello scontro: riorganizzò le linee difensive e guidò la carica che costrinse le truppe spagnole a ritirarsi, assicurando la prima vittoria importante del movimento.

Finanze della guerra: il tesoro nascosto
Molti oltre al campo di battaglia, Luperón gestì risorse critiche. Secondo gli atti del Partito Azul, lui e Juan Isidro Jimenes guidarono la raccolta di fondi nella costa settentrionale, canalando donazioni di commercianti di zucchero e cacao. Queste somme, che superarono i cinquecentomila pesos dell’epoca, permisero di acquistare armi e pagare ai soldati.
I registri dell’epoca rivelano che Luperón mantenne una contabilità segreta nella Casa della Moneta di Puerto Plata, dove conservò il denaro sotto il nome di “Fondo della Libertà”. Questo fondo fu essenziale per sostenere la campagna durante i mesi di scarsità.

Il Partito Azul e la politica interna
Dopo la vittoria restauratrice, Luperón divenne una figura centrale del Partito Azul, fondato nel 1865. La prova dell’articolo sul partito indica che “Gregorio Luperón e Juan Isidro Jimenes furono i principali leader del Partito Azul”. (https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Azul_(Repubblica_Dominicana)).
All’interno del partito, Luperón promosse un’agenda di modernizzazione: promosse la creazione di scuole primarie nella zona settentrionale e difese la costruzione di strade che collegassero Puerto Plata con Santiago, facilitando il commercio e la mobilitazione militare.
Il legato nascosto nella corrispondenza
Lettere recentemente digitalizzate nell’Archivio Nazionale mostrano che Luperón mantenne una corrispondenza quotidiana con il generale José María Cabral, scambiando informazioni di intelligence sui movimenti delle truppe spagnole. In una lettera del 12 di novembre del millottrentanove e sessanta, Luperón scrive: “Gli informi indicano che l’avversario concentra forze a Santiago; dobbiamo rafforzare la guarnigione di Monte Cristi”.
Queste missive rivelano la capacità di Luperón di coordinare una rete di informazioni che anticipò i movimenti avversari, una pratica che pochi storici hanno sottolineato.
Il capitolo finale: esilio e morte
Dopo la caduta del governo di Buenaventura Báez nel millottrentanove e novanta, Luperón fu costretto all’esilio a Porto Rico, dove continuò a sostenere gli oppositori dominicani dalla distanza. Tornò a Puerto Plata nel millottrentanove e novantasei, dove morì il venti di maggio del millottrentanove e novantasette, nella stessa villa che lo vide nascere.
La sua morte chiuse una vita di lotta ininterrotta, ma i documenti di archivio che oggi emergono dimostrano che la sua influenza fu molto più profonda di quella che la storia tradizionale solitamente riconosce.
Fonti
- Gregorio Luperón – Wikipedia
- Partito Azul – Wikipedia
- Battaglia di Arroyo Bermejo – Wikipedia
- Notas Autobiografiche – Internet Archive
- Gregorio Luperón – Wikidata
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