Il presidente Luis Abinader ha sottolineato questo lunedì il potenziale della Repubblica Dominicana nelle terre rare e ha assicurato che il paese sta avanzando nell’identificazione delle sue riserve, nello sviluppo di tecnologie per la loro lavorazione e nella creazione di condizioni che permettano di avviare le prime esportazioni intorno al 2028.
Panel internazionale e visione strategica
Il mandatario ha affrontato il tema durante il panel “From the Ground Up: Building Critical Mineral Supply Chains in the Americas”, tenutosi nell’ambito del Summit Annuale di Concordia 2026 a New York, un incontro dedicato ad analizzare il ruolo dell’America Latina e dei Caraibi nelle catene globali di approvvigionamento di minerali critici.
Progresso nell’identificazione delle riserve
Abinader ha spiegato che la Repubblica Dominicana lavora da diversi anni insieme agli Stati Uniti nella ricerca dei depositi di terre rare presenti nel paese e ha indicato che si aspetta che entro la fine di quest’anno si abbia una valutazione più precisa delle risorse disponibili. Il capo di Stato ha inoltre sottolineato la qualità del materiale localizzato sul territorio dominicano e ha sostenuto che gli studi finora condotti generano aspettative favorevoli sul suo potenziale.
Il Governo aveva precedentemente comunicato depositi lordi superiori a 150 milioni di tonnellate, mentre il Ministero dell’Energia e delle Miniere prevede di avanzare quest’anno nella determinazione delle risorse e, successivamente, nella certificazione delle riserve.
Sfide tecnologiche e ricerca di indipendenza
Una delle principali sfide, ha riconosciuto Abinader, sarà la raffinazione delle terre rare, a causa dell’elevata concentrazione di tale capacità industriale in Cina. Ha indicato che la Repubblica Dominicana sta lavorando su alternative tecnologiche che permettano di processare questi minerali e andare oltre la semplice estrazione. In questo contesto, ha sottolineato che l’azienda statale Empresa Minera Dominicana (Emidom) avrà un ruolo nel monitoraggio e nello sviluppo del progetto.
Allo stesso modo, ha manifestato la sua fiducia che nel prossimo anno possano essere condotti test relativi alla lavorazione del materiale, con la prospettiva di avanzare successivamente verso la sua commercializzazione.
Cooperazione con gli Stati Uniti
Abinader ha inoltre apprezzato la cooperazione con gli Stati Uniti per sviluppare una catena di approvvigionamento di minerali critici nell’emisfero occidentale e ha ritenuto necessario combinare tecnologia, finanziamento e investimento pubblico e privato per rendere questi progetti fattibili. La Repubblica Dominicana e gli Stati Uniti hanno sottoscritto il 10 settembre scorso un quadro di cooperazione volto a rafforzare la sicurezza e la resilienza delle catene di approvvigionamento di minerali critici e terre rare, identificare progetti di interesse e facilitare meccanismi di finanziamento.
Protezione ambientale e sviluppo sostenibile
In un altro momento della sua partecipazione, Abinader ha collegato la protezione ambientale allo sviluppo economico e ha affermato che “il più grande pericolo per l’ambiente è la povertà”, osservando che la mancanza di opportunità economiche può anche generare pressioni sulle risorse naturali.
All’incontro hanno partecipato, inoltre, José Manuel Restrepo, dalla Colombia, e Ilan Goldfajn, presidente della Banca Interamericana di Sviluppo (BID), con la moderazione di Ishaan Tharoor, del The New Yorker. I partecipanti hanno affrontato la necessità di investimento, tecnologia, regole chiare, sostenibilità e partecipazione delle comunità per trasformare la disponibilità di minerali critici in crescita e sviluppo per l’America Latina.
Crediti della fonte: deultimominuto.com
