In una udienza di più di nove ore tenutasi mercoledì 23 settembre presso la Corte Giudiziaria di Servizi di Attenzione Permanente del Distretto Nazionale, dieci dei processati nel caso SeNaSa 2.0 hanno ammesso i fatti che le attribuisce il Ministero Pubblico, affermò la titolare della Procuratura Speciale per la Persecuzione della Corruzione Amministrativa (Pepca), Mirna Ortiz.
La misura di coercizione e la sua protrazione
Il giudice Rigoberto Sena presidiò il procedimento di misura di coercizione, nel quale il Ministero Pubblico presentò un fascicolo di 525 pagine richiedendo 18 mesi di prigionia preventiva e la dichiarazione di trattamento complesso. L’indagine copre il periodo tra gennaio 2021 e febbraio 2025 e conta con 4.363 autorizzazioni per un valore approssimativo di RD$41,1 milioni.
Negoziazioni con l’autorità
Secondo Ortiz, oltre ai dieci imputati che hanno confessato, alcuni processati che hanno mostrato disposizione di dichiararsi stanno negoziando con il Ministero Pubblico. Queste conversazioni potrebbero dar luogo a richieste di variazione delle misure di coercizione per determinati accusati.
SViluppo dell’udienza
Durante i riposi la difesa degli imputati presentò posizioni e argomenti. L’udienza, che concluse alle 23:00, rimase senza una decisione sulle misure cautelari richieste. Il tribunale riprenderà l’analisi delle parti giovedì 24 settembre alle 14:00.
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