En un seminario-taller sul nuovo Codice Penale celebrato in agosto passato, la Procuratrice Generale della Repubblica, Yeni Berenice Reynoso, ha spiegato che i delitti colposi commessi nell’ambito medico non possono generare un accumulo di pene di 60 anni. L’evento, organizzato dalla Fondazione Institucionalità e Giustizia (Finjus), ha riunito professionisti della salute, gestori di ospedali e esperti in diritto per analizzare le implicazioni della riforma penale vigente.
Il mito dell’accumulo di pene
Durante la conferenza, Reynoso ha segnalato che esistono rumori che circolano nelle reti sociali che affermano che un medico può ricevere fino a 60 anni di prigione per delitti colposi. “Non c’è forma di modo che un delitto colposo che si commette nell’ambito medico possa arrivare a un cumulo di 60 anni; è impossibile, è per delitti gravi e che portano cumulo”, ha indicato la Procuratrice.
La riforma penale, che ha sostituito il vecchio codice napoleonico con un sistema di tradizione tedesca, mantiene l’articolo 112 come riferimento per i delitti colposi. La Procuratrice ha ricordato che il contenuto dell’articolo non è cambiato sostanzialmente, solo la numerazione, e che il nuovo quadro giuridico non aggiunge pene maggiori per negligenza medica.
Negligenza e rischio permesso
Reynoso ha spiegato che la negligenza medica si definisce come “non fare ciò che si deve fare”. Secondo la Procuratrice, una cattiva pratica medica costituisce una rottura del dovere di curare e, quando supera il rischio permesso, può essere punita. Tuttavia, la punizione si limita alla categoria di delitto colposo e non raggiunge i 60 anni di prigione.
Uso di WhatsApp nella pratica clinica
La Procuratrice ha anche chiarito che il nuovo Codice Penale non proibisce l’uso di WhatsApp per indicazioni mediche. “Nessun medico può cadere in prigione per aiutare un paziente attraverso quella applicazione, sempre che esista una relazione preesistente con il paziente”, ha assicurato.
Panelisti e prospettive
Il seminario ha contato con la partecipazione del chirurgo plastico Severo Mercedes, il medico e avvocato Ricardo Nieves, e gli avvocati Gilberto Octío, Ricardo De León e Luz Díaz. Ciascun panelista ha portato esperienze e conoscenze specializzate per approfondire le nuove disposizioni e i miti che circondano il Codice Penale nel settore sanitario.
Conclusione
La Procuratrice Generale ha enfatizzato la necessità di un analisi continua sulle implicazioni del nuovo Codice Penale nella vita nazionale e nei diversi settori, sottolineando che l’informazione errata sulle pene può generare allarme inutile tra i professionisti della salute.
Créditi della fonte: n.com.do
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