Il commercio illecito è una sfida persistente per l’economia dominicana, con manifestazioni che vanno oltre il contrabbando e la falsificazione di prodotti. Secondo l’esperto César Dmitri Roa Castillo, specialista in proprietà intellettuale e regolamentazione commerciale, il commercio illecito può coinvolgere prodotti legittimi, ma con irregolarità nel valore dichiarato, nel pagamento delle tasse, nella registrazione delle vendite o nel rispetto delle norme tecniche.
La globalizzazione e il commercio elettronico hanno facilitato lo scambio commerciale, ma hanno anche creato nuove opportunità per attività illecite. A livello internazionale, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) stima che il commercio mondiale di prodotti falsificati ammonta a circa US$467,000 milioni, il che rappresenta il 2,3% delle importazioni globali.
Impatto nella Repubblica Dominicana
Nel paese, la Direzione Generale delle Dogane ha riferito che 49 audit effettuati nel 2025 hanno determinato differenze fiscali per RD$1,592 milioni. Inoltre, la Direzione Generale delle Imposte Interne ha rilevato operazioni in contanti, omissioni nelle dichiarazioni dell’Imposta sul Reddito (ISR) e ITBIS e vendite non segnalate.
Roa Castillo ha sostenuto che un’azienda che vende più a buon mercato grazie alla sua efficienza è ciò che ci si aspetta in un mercato competitivo, ma se la differenza è dovuta a tasse non pagate, merci sottovalutate o obblighi lavorativi non rispettati, ciò distorce il mercato. Lo specialista ha enfatizzato che affrontare il commercio illecito richiede un’azione integrale, poiché istituzioni come Dogane, Imposte Interne, il Ministero del Lavoro, Migrazione e Pro Consumidor possono rilevare diverse parti della stessa operazione.
L’integrità del mercato è a rischio quando il non rispetto delle norme diventa un vantaggio competitivo. È fondamentale che le autorità supervisionino il mercato e prendano misure per prevenire e combattere il commercio illecito, garantendo un ambiente equo e competitivo per le imprese e i consumatori.
Crediti della fonte: deultimominuto.com
