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Arcivescovo di Santiago critica accordo per ricevere deportati dagli Stati Uniti

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Arzobispo de Santiago critica acuerdo para recibir deportados desde Estados Unidos

Arcivescovo di Santiago critica accordo per ricevere deportati e avverte che la Repubblica Dominicana non deve assumere carichi estranei senza spiegare prima lo scopo della misura. Il pronunciamiento fu fatto dal monsignor Héctor Rafael Rodríguez, che cuestionò la possibile arrivo di persone deportate dagli Stati Uniti.

Dopo aver presieduto una eucaristia nella Cattedrale Santiago Apóstol, il prelato sostenne che il paese non può trasformarsi in uno spazio per risolvere problemi che, a suo giudizio, spettano ad un’altra nazione. “È come se la RD fosse un cassonetto umano dove gli Stati Uniti inviano persone che non vuole”, esclamò al riferirsi all’accordo per ricevere deportati.

Il religioso disse che le spiegazioni del cancelliere dominicano non hanno chiarito le cose e che, lontano dall’essere chiarito, il tema genera più inquietudine. La sua critica si concentrò sulla mancanza di informazioni pubbliche su chi sarebbe stato ricevuto, sotto quali condizioni e quale sarebbe stato il piano di follow-up.

Sicurezza, convivenza e sovranità in discussione

Monsignor Rodríguez avvertì che l’applicazione possibile dell’accordo per ricevere deportati potrebbe aggravare le tensioni sociali se non si gestiscono con precisione i criteri di selezione e accoglienza. Anche disse che nel paese esiste una marcata disgregazione sociale e morale, per cui una decisione di questo tipo richiede maggiore cautela istituzionale.

  • Chiese chiarezza sul destino dei deportati.
  • Cuestionò il possibile impatto sulla sicurezza.
  • Richiese trasparenza sulla partecipazione dello Stato.
  • Planteò dubbi sulla sovranità nazionale.

Quello che si conosce del presunto accordo

Secondo quanto riferito dalla parte ufficiale, l’accordo avrebbe una durata di un anno e avrebbe previsto la ricezione mensile di 30 persone. Anche se quella cifra è limitata, il dibattito non ruota solo intorno al numero, ma alla mancanza di dettagli sul procedimento, la coordinazione interistituzionale e l’evaluazione dei rischi.

“Perché dobbiamo ricevere più problemi di quelli che abbiamo?”, pose l’arcivescovo per insistere nel fatto che il Governo deve spiegare con precisione come funzionerebbe il meccanismo.

Un reclamo per maggiore trasparenza pubblica

Il caso ha aperto una discussione sensibile intorno alla Repubblica Dominicana, soprattutto per l’impatto che può avere qualsiasi decisione legata alla migrazione, alle deportazioni e al controllo delle frontiere. In scenari simili, i governi solitamente giustificano questi accordi come parte della cooperazione bilaterale; tuttavia, anche affrontano critiche quando non si comunicano i loro contenuti con sufficiente dettaglio.

Rodríguez sostenne che se l’accordo fu imposto, la sovranità nazionale sarebbe stata compromessa. Il suo appello fu a che qualsiasi decisione di quel tipo si discuta ampiamente, con la partecipazione dei settori nazionali che potrebbero essere colpiti dall’accordo per ricevere deportati.

L’accordo per ricevere deportati, la sicurezza e la sovranità nazionale rimasero così al centro di una controversia che, per ora, continua senza una spiegazione pubblica sufficiente sul suo reale contenuto.

Publicado en: https://orgullodominicano.org/it/arcivescovo-di-santiago-critica-accordo-per-ricevere-deportati-dagli-stati-uniti/