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Tensione nel canale di Ormuz: Nuova proposta iraniana

· 2 min de lectura
Tensión estrecho Ormuz

La tensione nel canale di Ormuz sale di livello con un’offerta dell’Iran per negoziare il fine del suo controllo su questa rotta vitale. A cambio, chiede che gli Stati Uniti alzino le sanzioni economiche e fermi la guerra in corso. La proposta, nata a Il Cairo, rimanda le discussioni sul programma nucleare a fasi future.

Contesto storico del canale di Ormuz

Il canale di Ormuz, per cui passa il 20% del petrolio mondiale, è stato teatro di conflitti dalla Rivoluzione Islamica del 1979. Nel 2019, gli attacchi a petroliere hanno aumentato la tensione nel canale di Ormuz, attribuiti dall’Occidente all’Iran. Questo canale stretto, di appena 33 km nel punto più stretto, trasporta 21 milioni di barili al giorno, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Dettagli della proposta iraniana

  • Fine immediato al “controllo soffocante” nel canale di Ormuz.
  • Alzamento totale delle sanzioni statunitensi.
  • Cessazione delle ostilità belliche.
  • Programma nucleare discusso dopo.

Le autorità iraniane sostengono che le sanzioni hanno devastato l’economia, riducendo le esportazioni petrolifere da 2,5 milioni a meno di 1 milione di barili al giorno dal 2018. Esperti come l’analista del Consiglio Atlantico, Jonathan Panikoff, vedono in questa offerta un tentativo di guadagnare tempo, mentre Washington esita per i rischi di proliferazione nucleare.

Opinioni esperte e reazioni

Il ministro iraniano degli Esteri ha enfatizzato la reciprocità. Gli Stati Uniti, per parte loro, mantengono che qualsiasi accordo debba includere limiti nucleari rigorosi. La tensione nel canale di Ormuz preoccupa gli importatori come la Cina e l’India, dipendenti dal petrolio del Golfo Persico. Nel 2023, gli incidenti con droni hanno aumentato i prezzi del petrolio di un 5% temporaneamente.

Questa manovra cerca di alleviare la pressione economica senza cedere sul nucleare, secondo un diplomatico anonimo citato in media regionali.

La proposta arriva in un momento di manovre navali statunitensi nella zona, rafforzando la tensione nel canale di Ormuz. Storicamente, i blocchi qui potrebbero far salire i prezzi globali del petrolio fino a 150 dollari al barile, colpendo economie come quella dominicana, importatrice netta di combustibili.

Paesi del Golfo osservano con cautela. Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti sostengono sanzioni ferme. La tensione nel canale di Ormuz persiste, con l’Iran pronto a negoziare ma fermo nelle sue richieste.

Publicado en: https://orgullodominicano.org/it/tensione-nel-canale-di-ormuz-nuova-proposta-iraniana/