L’avvocato Félix Portes ha contestato gli importi che il Ministero Pubblico attribuisce come entrate alla sua cliente nel caso Senasa 2.0-A. Ha affermato che i rapporti di pagamento emessi dal Seguro Nacional de Salud (Senasa) contraddicono parte dell’accusa presentata contro l’imputata. Portes ha spiegato che durante la sua intervento ha sollevato osservazioni alle imputazioni formulate contro la sua cliente e ha sostenuto che, confrontando gli importi indicati dal Ministero Pubblico con i rapporti individuali di pagamento di Senasa, ha riscontrato differenze che, a suo giudizio, devono essere prese in considerazione dal giudice al momento di valutare la richiesta di misura di coercizione.
L’avvocato ha usato come esempio diversi pazienti presentati dall’accusa come testimoni contro la sua assistita. Secondo quanto affermato, quelle persone hanno dichiarato di non conoscere la dottoressa e che lei non le aveva neanche visitate, ma esaminando i rapporti finanziari di Senasa ha constatato che in quei casi l’importo pagato alla sua cliente risulta zero pesos. \”C’è una situazione relativa alla mia imputata che credo il giudice debba prendere in considerazione\”, ha sostenuto Portes, il quale ha ritenuto che tali dati contraddicono il modo in cui il Ministero Pubblico ha presentato determinati elementi dell’accusa.
Caso Senasa 2.0-A
Il giurista ha inoltre contestato l’inclusione di tali testimonianze e ha qualificato come \”falsi\” i testimoni presentati dall’organo accusatore, sebbene abbia chiarito che la sua tesi si basa sul confronto tra le loro dichiarazioni e i rapporti di pagamento inviati da Senasa a ciascun medico. Portes ha anche accusato il Ministero Pubblico di agire in modo \”arbitrario\” e \”senza obiettività\” con la sua difesa.
Ha riferito che il 30 luglio la dottoressa ha tentato di viaggiare per partecipare a un congresso, ma è stata trattenuta per diverse ore all’Aeroporto Internazionale di Las Américas a causa di un avviso migratorio, il che, secondo quanto affermato, ha provocato la perdita del suo volo e delle prenotazioni alberghiere. L’avvocato ha aggiunto che il giorno successivo si è presentato insieme alla sua cliente presso la Procura Generale della Repubblica e ha contestato il divieto di viaggio nonostante, a suo dire, non esistesse un ordine giudiziario che giustificasse tale restrizione.
Portes ha sostenuto che questo tipo di azioni violano i diritti della sua assistita. Nel frattempo, l’udienza <
