Il Secondo Tribunale Colegiato del Distretto Nazionale di Santo Domingo ha condannato a 30 anni di prigione a Yokeiry Coronado de la Cruz e a Jeider Montero Medina per reati di maltrato infantile e per la morte di una bambina di sette anni a Los Guandules, Distretto Nazionale, nel agosto 2025. La sentenza, pubblicata oggi, ordina anche il pagamento di un’indennità di RD$5.000.000 alle parti beneficiarie.
Fatti che diedero origine al processo
Nel settore di Los Guandules, una bambina di sette anni fu vittima di aggressioni che, secondo i registri del processo giudiziario, provocarono la sua morte. Le autorità indagarono gli atti di abuso e la mancanza di sorveglianza dei suoi guardiani, identificati come Yokeiry Coronado de la Cruz e suo partner, Jeider Montero Medina.
Decisione del tribunale
Tramite l’analisi delle prove presentate, i giudici dichiararono colpevoli entrambi gli imputati, determinando una pena individuale di 30 anni di prigione ciascuno, come castigo per il maltrato e la morte della minore. La sentenza contempla anche il pagamento di un’indennità di cinque milioni di pesos, destinata alle vittime e alle entità responsabili della protezione infantile.
Contesto legale e previsione di esecuzione
Il caso si inserisce nel Código per il Sistema di Protezione e i Diritti Fondamentali dei Bambini, delle Bambine e degli Adolescenti (Legge 136-03), che stabilisce misure severe per prevenire e sanzionare il maltrato infantile. L’imposizione della pena mira a rafforzare l’esecuzione delle norme di protezione e a servire da deterrente per futuri incidenti.
Relevanza per la società dominicana
La sentenza sottolinea la gravità dei reati contro l’infanzia e la responsabilità degli adulti che si occupano di minori. La misura giudiziaria mira a garantire che gli aggressori facciano fronte alle conseguenze legali e che la comunità riceva un messaggio chiaro che la morte di un bambino per maltrato non sarà tollerata.
Implicazioni per il sistema penitenziario
Il tribunale non specificò il centro penitenziario dove eseguiranno le loro pene. Si attende che le autorità dell’amministrazione di giustizia designino l’istituzione corrispondente, in base ai criteri di sicurezza e alla natura della sentenza.
Reazioni e prossimi passi
La famiglia della bambina e le organizzazioni di protezione infantile hanno espresso la loro soddisfazione per la sentenza, sottolineando che rappresenta una giustizia adeguata. Il processo seguirà i protocolli abituali per l’esecuzione della condanna e il pagamento dell’indennità.
Créditi della fonte: diarioaldia.com
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